“L’ape non è un animale domestico e neppure selvatico, ma qualcosa di intermedio, una creatura capace di contrarre rapporti con l’uomo senza perdere la propria libertà; o comunque restando sempre in condizioni di riprendersela”

Plinio, Historia Naturalis

L’apicoltura è una pratica millenaria che precede la nascita dell’agricoltura. Nei secoli l’uomo ha imparato a interagire con le api usufruendo dei servizi di impollinazione compiuti da questi piccoli insetti e raccogliendo, allo stesso tempo, miele, cera, propoli e pappa reale.

Per adattarsi ai cambiamenti climatici e limitare l’insorgere e il diffondersi di parassiti e malattie, l’ambiente deve essere popolato da piante di specie diverse e che siano geneticamente differenti. Questa diversità si ottiene anche grazie al lavoro degli insetti impollinatori, i quali, durante la loro ricerca di cibo (ovvero il nettare dei fiori), trasportano polline da una pianta all’altra operando involontariamente un continuo rimescolamento dei geni delle piante (cross pollination).
Nella sola Europa si calcola che l’84% delle 264 specie coltivate dipendano dall’impollinazione degli insetti e che ben 4000 diverse specie vegetali sopravvivano grazie alle api.

Le popolazioni di api allevate e in natura stanno subendo gravi perdite sia in Europa che negli Stati Uniti, ma anche in Giappone, Taiwan, Brasile e in Africa.
In Europa, la mortalità delle colonie di api si è attestata intorno al 20%, mentre negli Stati Uniti le morie di api, nell’inverno del 2013/2014, hanno superato la percentuale del 40%.
Insieme alle api, stanno registrando un declino importante e impressionante anche altri insetti impollinatori come bombi, farfalle e falene.
L’uomo, con le sue pratiche ad alto impatto ambientale e l’uso diffuso e mal regolamentato di insetticidi, rappresenta la prima minaccia per la sopravvivenza degli impollinatori e per l’equilibro degli ecosistemi. In particolare, risultano altamente nocivi o letali gli insetticidi oggi più utilizzati al mondo su quasi tutte le colture: i neonicotinoidi.

In Europa ne è stato vietato l’utilizzo ma questo è solamente un primo passo, la salvaguardia degli insetti impollinatori può essere attuata da tutti, non è necessario essere apicoltori.
Potreste cominciare a piantare qualche fiore utile come: rosmarino, tarassaco, trifoglio, lavanda, salvia, borragine, achillea e molte altre ancora in base alle stagioni e alle piante che preferireste avere nel vostro giardino o terrazzo.
Se fate fare o attuate trattamenti per le zanzare è meglio farli in momenti in cui non ci sono fiori sulle piante e ancora più utile, efficace e non nocivo sarebbe fare trattamenti su stadi larvali e non su gli adulti.
Sostenendo gli apicoltori, acquistando i loro prodotti vi può garantire sia sull’ottima qualità dell’acquisto sia sul fatto che state compiendo un’azione utile in materia di salvaguardia degli impollinatori e dell’ambiente.

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